20 maggio – Presentazione

 

Mercoledì 20 maggio si è svolta presso la sede di Confcommercio la presentazione del Rapporto CER-Confcommercio dedicato agli effetti economici dell’estensione dei sistemi ETS ed ETS2 sui settori del trasporto su strada, civile e trasporto marittimo in Italia.

Secondo le stime del Rapporto, considerando i tre comparti analizzati, l’impatto complessivo dei nuovi sistemi ETS potrebbe attestarsi nel 2028 intorno ai 7 miliardi di euro annui nello scenario di “soft price cap”. In assenza di un’effettiva stabilizzazione del prezzo della CO₂, nello scenario peggiorativo il costo complessivo potrebbe invece superare i 16 miliardi di euro annui.

Nel corso dell’incontro, il Direttore del CER Stefano Fantacone ha evidenziato come “i nuovi meccanismi europei di pricing della CO₂ si inseriscano in un contesto profondamente diverso rispetto a quello nel quale il sistema ETS era stato concepito, con prezzi dell’energia oggi strutturalmente più elevati per famiglie e imprese“.

Per il trasporto su strada, il costo dell’ETS2 varierebbe da circa 4,7 a oltre 11 miliardi di euro annui. Nello scenario più severo, la benzina potrebbe aumentare fino a 21 cent€/litro e il diesel fino a 29 cent€/litro, con una componente ETS superiore al 10% del prezzo finale dei carburanti.

Per il settore civile, l’impatto complessivo stimato varia invece tra circa 2,4 e 5,6 miliardi di euro annui tra residenziale, edifici commerciali e Pubblica Amministrazione, soprattutto per effetto della dipendenza dal gas naturale. L’extracosto medio per una utenza domestica potrebbe superare i 128 euro annui nello scenario peggiorativo, mentre gli oneri maggiori per le imprese si concentrerebbero su ristorazione, strutture ricettive e grandi superfici di vendita.

Il Rapporto evidenzia inoltre che essendo il consumo di carburante e di riscaldamento beni a domanda rigida, l’impatto può risultare particolarmente rilevante per le famiglie più dipendenti dall’auto privata e dai consumi energetici domestici, soprattutto nei nuclei in età lavorativa e nelle fasce di reddito medio-basse, con il rischio di ampliare le disparità sociali se la transizione non sarà accompagnata da adeguati meccanismi di compensazione.

Una parte dell’analisi riguarda anche il trasporto marittimo, già incluso nell’ETS europeo e da quest’anno nella fase di piena applicazione. Secondo le stime CER, il costo ETS per il comparto marittimo italiano potrebbe raggiungere 713 milioni di euro nel 2028. Nel lungo periodo, il peso economico per il comparto marittimo sarà influenzato soprattutto dal progressivo irrigidimento dei target emissivi previsti dal regolamento FuelEU Maritime, entrato in vigore dal 2025, che aumenterà gradualmente i costi dei combustibili fossili non conformi agli standard europei di decarbonizzazione.

 

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