Rapporto CER 4/2025

La postura assunta dalle politiche statunitensi sotto l’Amministrazione Trump sta portando a compimento la disgregazione dell’ordine mondiale, ponendo agli altri paesi la scelta fondamentale su come collocarsi all’interno di uno scacchiere internazionale che non è più quello precedente ed è ben lungi dall’assumere contorni definiti. Occorre, secondo alcune analisi, percorrere un periodo di un-order, in cui le vecchie regole che governavano i rapporti fra stati sono venute meno, senza che ad esse ne siano state sostituite di nuove. La rottura procurata al sistema delle relazioni internazionali può d’altronde condurre a esiti diversi a seconda di come verranno superati i due grandi ostacoli con cui si confronta l’Amministrazione statunitense.
Il primo ostacolo è rappresentato dalla contrapposizione, sempre più evidente, fra due modelli di innovazione tecnologica: quello americano, interamente affidato al mercato e centrato su una fortissima concentrazione industriale che rifiuta ogni forma di regolamentazione, e il modello distribuito cinese, dove gli obiettivi definiti a livello centrale valgono anche a prevenire l’emergere di posizioni dominanti da parte di un numero ristretto di imprese. Il problema, da parte statunitense, è che quello cinese si sta rivelando un modello di successo, capace di raggiungere la leadership in molti settori e di competere sulla nuova frontiera dell’Intelligenza artificiale, con una chiusura del tradizionale gap tecnologico che non può essere spiegata solo con la presenza di massicci sussidi statali. Anche il modello statunitense è infatti sostenuto dal bilancio pubblico, sia attraverso la spesa militare (e non a caso cresce l’insistenza con cui le imprese dell’oligopolio americano spingono per l’adozione di armi di nuova generazione affidate all’intelligenza artificiale), sia attraverso non meno massicci sgravi fiscali, da ultimo quelli da poco varati con il cosiddetto Big Beautiful Act, apparentemente molto apprezzato dal mercato azionario. Altre analisi evidenziano come il successo del modello cinese consista anche nella capacità di allontanarsi dalle direttrici di crescita seguite dall’industria americana, ad esempio chiedendo alle proprie imprese di rallentare il passo dell’innovazione, pur di non venire a dipendere dai semiconduttori di nuova generazione che un’unica grande azienda – statunitense – è oggi in grado di produrre. Che l’ago della bilancia possa smettere di pendere dal lato statunitense è infine messo in luce dall’enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone XIV, destinata ad avere grande influenza, in cui vengono fatte proprie le preoccupazioni su un paradigma tecnocratico privo di regole condivise e foriero di nuove disuguaglianze.

 

Sommario e conclusioni (italiano)
Sommario e conclusioni (inglese)
Sommario e conclusioni (cinese)