Rapporto Banche 1/2026

La Banca Centrale Europea ha reagito prontamente alla nuova fiammata inflazionistica, aumentando, già in due occasioni, i tassi di policy e allontanandoli dal livello di neutralità. Questo scenario non era prevedibile nel precedente Rapporto, redatto prima dello scoppio del conflitto in Iran. L’avvio della restrizione monetaria è stato più rapido rispetto a quanto accaduto nel periodo di inflazione post covid. La BCE vuole provare a limitare l’aumento dei prezzi, possibili spirali inflattive e il disancoramento delle aspettative. L’inflazione nell’Area euro è risalita velocemente a causa dell’ascesa dei prezzi delle materie prime energetiche, passando da valori al di sotto del 2% a inizio anno fino al 3,8% a settembre. Al contempo, il tasso di disoccupazione ha molto rallentato la sua discesa ed è fermo da febbraio al 6,4%. La moneta unica si è recentemente deprezzata contro il dollaro, riducendo la difesa contro l’importazione di inflazione. Finché non saranno risolti i fattori di instabilità geopolitica, sia nell’Est Europa che nel Medio Oriente, la BCE dovrà attentamente seguire l’evoluzione dei prezzi e il manifestarsi di pressioni salariali. Di conseguenza, nel nuovo scenario, ipotizzando una situazione difficile, ma in lento miglioramento nei prossimi trimestri, prevediamo un ulteriore mossa restrittiva della BCE nel 2027 e un primo allentamento a 2028 inoltrato.

 

Rapporto Banche 1/2026