Maggio 2026

 

I CONSUNTIVI DEL 2025: UN ANNO DI STASI

 

Il 2025 vede un arresto nel percorso di transizione energetica. Le emissioni di gas serra risultano pressoché stabili su base annua (-0,1%), interrompendo il trend di riduzione degli anni precedenti e riflettendo dinamiche divergenti nel corso dell’anno: in aumento nel primo semestre e in calo nel secondo.
Il quadro energetico è caratterizzato da una riduzione dei consumi interni lordi (-1,2%), accompagnata tuttavia da un peggioramento del mix. Cresce il peso del gas naturale (+2%), mentre si riducono i consumi di petrolio (-3%), carbone (-7,3%), rinnovabili (-1,8%) e import di energia elettrica (-8,1%). Il maggiore ricorso al gas, in particolare nella generazione elettrica, è stato determinato dalla flessione della produzione idroelettrica. In termini di fabbisogno, le fonti fossili tornano a superare il 75%, mentre la quota delle rinnovabili scende al 21,1% dei consumi interni lordi.
Relativamente al gas, è ulteriormente aumentata la quota del GNL, che raggiunge un terzo delle importazioni con il rigassificatore di Ravenna in piena operatività, mentre si riduce il contributo dei gasdotti tradizionali. In calo anche la fattura energetica (-15%), grazie soprattutto alla riduzione dei prezzi e della spesa per il petrolio.
Sul lato delle rinnovabili elettriche, continua l’espansione della capacità installata (+6,9 GW), trainata quasi interamente dal fotovoltaico. Tuttavia, la crescita della produzione non tiene il passo, evidenziando come il rallentamento della transizione nel 2025 sia legato più a fattori congiunturali – in primis la debolezza dell’idroelettrico – che a un arresto degli investimenti.